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Leggiamo il teatro: Shakespeare e Pirandello pt.2

Riccardo II ed Enrico IV
Abbandono dell'identità, rinuncia alla coscienza di sé: questi gli strumenti che il passo del Riccardo II shakespeariano analizzato nel precedente articolo ci ha indicato come gli unici capaci di garantire all'individuo un posto nel mondo. E lì si concludeva dicendo che l'Enrico IV pirandelliano sembra proprio percorrere questa strada.
Una comitiva di giovani signori dei primi decenni del XX secolo organizza una cavalcata in maschera in occasione del Carnevale: ognuno è chiamato a scegliersi un personaggio storico e ad impersonarlo indossando non solo un costume che lo ricordi, ma anche le vicende della sua stessa vita - la sua storia - e quanto della personalità del personaggio scelto sia possibile conoscere. 
Almeno, è così che il protagonista si prepara ad interpretare il suo Enrico IV di Franconia (non Enrico IV di Borbone: l'Enrico IV di cui si parla qui fu Sacro Romano Imperatore fra il 1084 e il 1105; l'altro fu il primo re di Franci…
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Leggiamo il teatro: Shakespeare e Pirandello pt.1

Riccardo II ed Enrico IV

L'identità dell'individuo, il suo ruolo nel mondo, l'imprevedibilità del destino, il bisogno di eluderlo. Possiamo immaginarli come le cifre di un fattore comune. E, proprio come in aritmetica, ci serviremo di questo fattore comune - lo metteremo "in evidenza" - per rendere riconoscibile il tratto di familiarità che avvertiamo fra autori così lontani, sicuramente diversi, ma entrambi massimi araldi d'Umanità.
La consapevolezza di tale affinità viene dalla lettura ravvicinata di due delle loro opere più significative: Riccardo IIdi William Shakespeare ed Enrico IV di Luigi Pirandello. Cosa isoleremo, cosa prenderemo come campione da ciascun dramma? Dal primo, il celeberrimo monologo di re Riccardo in prigione (atto V, scena V); dal secondo, le irruenti battute che il protagonista rivolge alla sua "corte" nell'unico momento della loro intimità che ci è dato spiare (atto II).

Questo primo post sarà dedicato alla riflessione …

GLI ULTIMI E I PRIMI・NINA BERBEROVA

Il dopo la Rivoluzione di Ottobre è più o meno noto a tutti. La vita dopo la Rivoluzione, questa sembra poco accessibile, sfumata. La deduciamo dagli ingredienti - sì, come una pietanza; ma ogni pietanza, per quanto prevedibile, resta sempre un po' nascosta. Aspetta che la si assaggi. Un assaggio di quella vita dopo è ciò che offre Nina Berberova col suo primo romanzo, Gli ultimi e i primi, uscito a puntate nel 1930. 
La caduta di qualcosa di grande termina in infiniti frantumi. L'impatto col suolo sprigiona un'energia violenta, che si lancia da ogni parte. Un'energia fino ad allora ignota ai più distratti, temuta dai più accorti, benedetta da chi non osava quasi più sperarla. Vai, tocca a te! - sembra dirgli. Ma, a volte, si dimenticano di chiederle dove. È la ricerca di questo dove a determinare l'angoscia che si nasconde fra gli intrecci di domande, brividi, pallori - tipicamente russi, mi verrebbe da dire - dei personaggi del breve romanzo. 
Settembre 1928, Pro…

LA BRIGANTA・MARIA ROSA CUTRUFELLI

Nell'Italia neo-unita, una rea di essersi data "alla macchia" contro il nuovo regno è giunta al termine della sua ventennale prigionia. Vent'anni che dell'antico pudore le hanno lasciato solo il ricordo, resti di radici ormai divelte. Non c'è più niente che lei non possa dire. Con il suo incipit, La Briganta di Maria Rosa Cutrufelli si presenta al lettore con un avvertimento: saranno gli occhi di una donna che ha appena iniziato un riscatto non cercato dalle convenzioni della femminilità a farti vedere le marce e gli agguati, i bivacchi e le carneficine delle truppe di pezzenti raccolte sotto il bianco stendardo borbonico, sin dall'inizio a lottare per la bandiera del più debole.

LUIGI NATOLI・I BEATI PAOLI

Uno dei massimi romanzi storici del panorama siciliano. Avventure, passioni, delitti, intrecciano le vite di un cast di personaggi che la luce, la polvere di Sicilia inondano di emozioni tiranniche. Romanzo d'appendice pubblicato tra il 1909 e il 1910 da Luigi Natoli sul Giornale di Sicilia, I Beati Paoli sono fra quei grandi capolavori di cui il nostro mondo letterario sembra spesso dimenticarsi.

GEORG SIMMEL・STUDI SU REMBRANDT

Due saggi, prodotti per la rivista "Logos" nella prima decade del '900 dal filosofo e sociologo tedesco Georg Simmel, dedicati all'interpretazione dell'opera del pittore di Leida. Una lettura che offre l'opportunità di avvicinarsi alla speculazione dell'autore, ma suppongo anche di riscoprirla in un ulteriore campo, quello estetico. Più affascinante, forse, la possibilità di venire istruiti su come mettere a fuoco l'immagine nell'ammirare l'arte di Rembrandt.

JOSÉ SARAMAGO・CECITÀ

Un incrocio qualunque. Una scena quotidiana di traffico urbano, uno di quei momenti in cui le città sembrano essere tutte uguali, in cui tutti ci sentiamo sicuri, circondati dai rumori che ci ricordano come, in fondo, non possiamo essere altro che uomini, qualunque cosa accada. Ed è proprio ad un uomo qualunque che spetta di essere il primo a confutare questa certezza. Non solo uomini, ma anche ciechi si può essere, e all'improvviso trovarsi immersi in un mare di latte, quasi la vista ne fosse soffocata.